“A ciascuno il suo” di Leonardo Sciascia


L. SCIASCIA, A ciascuno il suo, Einaudi, Torino, 1966.

Se tutto fosse così come i gonzi intuiscono che sia, allora il mondo in cui viviamo sarebbe gremito d’infelicità. La rapacità si fa strada, mentre gli uomini si dannano per fingere d’essere animali buoni e onesti, di avere una coscienza che li conduce rammentando passo dopo passo di rispettare gli altri.

Per alcuni caratteri non c’è scampo: o tuffarsi nella letteratura o morire schiacciati dalla verità. E qual è la verità? Crudeltà, orrore, cupidigia.

A saper le cose come stanno si muore. E nei tempi moderni si muore ancora più in fretta.

Mordi il ditino. Mordi il ditino.

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