“A ciascuno il suo” di Leonardo Sciascia
L. SCIASCIA, A ciascuno il suo, Einaudi, Torino, 1966.
Se tutto fosse così come i gonzi intuiscono che sia, allora il mondo in cui viviamo sarebbe gremito d’infelicità. La rapacità si fa strada, mentre gli uomini si dannano per fingere d’essere animali buoni e onesti, di avere una coscienza che li conduce rammentando passo dopo passo di rispettare gli altri.
Per alcuni caratteri non c’è scampo: o tuffarsi nella letteratura o morire schiacciati dalla verità. E qual è la verità? Crudeltà, orrore, cupidigia.
A saper le cose come stanno si muore. E nei tempi moderni si muore ancora più in fretta.
Mordi il ditino. Mordi il ditino.
![leonardo-sciascia[1]](http://malidor.files.wordpress.com/2011/01/leonardo-sciascia1.jpg?w=630)