Una grande esplosione
Intanto vedo i corpi
esplodere in massa.
Chi vedrà tanti corpi
esplodere in massa?
Una grande esplosione dovrebbe
disintegrare anche parte
del mondo lunare, due gatti
stereoscopici dimenticati dai gattai
per le strade del gusto massacrate, dovrebbe
disintegrare la sagoma prestigiosa
della cocacola
la parola immacolata
del signor papa
le catene sottili come cordini
d’acciaio ben temperato
la dama di compagnia della madama
bush senior
la dama di compagnia della madama
bush junior
la dama di compagnia della madama
balzata nel silenzio
denso
di malumore e assenso
il cappello a scacchi di mr
johnson con gli occhiali dorati e il giaccone
la pelliccia di visone
l’oro
di mrs giorgione
la musica lilla
fusion
free jazz
le parole mescolate a parole
fino a divenire rumore
l’esplosione dovrebbe disintegrare
le orecchie
le libagioni
i fumatori
i non fumatori
le esalazioni
incontrollate bionde arrovesciate
del potere
delle macchine in pressofusione
le carezze immacolate
di madonna puttanone
i pennacchi accelerati
del proiettile ad alta velocità
a bassa frequenza lungo il tempo
infinito a quadretti
del quaderno dei compiti
delle elementari, dovrebbe disintegrare
gli animali
addomesticati dagli uomini
gli uomini in massa oppure
alcuni superiori
portati all’autocensura
alla misura
delle parole
più corte più lunghe
le migliori
per i loro piaceri
masturbatori, dovrebbe
disintegrare i dodo
i dinosauri
sottoposti ad eccessive radiazioni
le lacrime aggiunte dei fraudolenti
topi
mutevoli alle radiazioni
divoratori di uova
di nuove
vite gustose
interiorizzatori del sacrificio mondiale
capaci di ingoiare superfici
ellittiche spezzando i gusci
aprendo i denti a ribollenti effusioni
danze rosse
laviche incandescenti
riportando nel ventre
cunicolare
nella tana materna
ragionevole in comunione
i versi della frode
dell’inganno ligneo equestre sottile
separato imberbe, dovrebbe
disintegrare la tigre
della Tasmania la bianca
salma del gorilla catalano
la rabbia sonora dell’orsa
della balena dell’elefanta
della matta della puttana della sarta
della cagna della troia della cammella
dell’aquila sovrana
della sorella della mezzana
della pioggia
orfana dei figli
orfana
di appigli, dovrebbe
disintegrare le armi
micidiali che gli uomini sanno amare
le divisioni giapponesi
di astronavi interstellari
le divisioni intercontinentali
dei legionari americani
le parole assassine
dei commentatori locali
le barbe rosse
gli occhi agghiaccianti
le pance che ammiccano
le cravatte allentate intorno a gozzi ingombranti
intorno a lacrime di dolore
per il vigliacco che non combatte
intorno ai denti battenti
contro le ombre dei perdenti
contro gli afasici dissidenti
contro le natiche recalcitranti
di fronte a torme di demoni erranti
davanti a pletore di gin in fiamme
tappeti istoriati e cupole danzanti.
Intanto vedo i corpi
esplodere in massa.
Chi vedrà tanti corpi
esplodere in massa?
Una grande esplosione dovrebbe disintegrare anche
parte della galassia inferiore
tre milioni di sistemi stellari
cinquecentomila miliardi di unici
esseri mordenti tra i quali
alcuni simiglianti ai defunti
terrestri sparsi come l’amico
defunto george tacchino jr
il defunto tony
bascione
l’amico
già amputato di un braccio
di un testicolo e dotato
di una gamba aspiraliquami silvio
fu presidente del consiglio
dello stivale di carlo, dovrebbe disintegrare
i pagliacci che uccidono bambini a distanza
per amore della patria e del cinema amatoriale
dovrebbe disintegrare
la cacca i sogni l’acqua
l’odore della terra
il verde dei pini
l’incendio autunnale
le labbra della bambina che m’ama
la rugiada stanca di vagare
dal mare alla terra
dalla pace alla guerra.
“Tutte le ricchezze del mondo
si profondono in distruzione.”