Morghen

Morghen. I muri masticati dalla pioggia. Le automobili in corsa. Le buche profonde nell’asfalto. I sassi del passato. I clacson e le frenate. Il silenzio delle serpi. L’alcool nelle vene. Gli annunci funebri sono le novità. La polvere si deposita sul panettiere. La miopia del macellaio aumenta. La coda dei pensionati davanti alla posta non accenna a diminuire. Le lumache nere sentono la birra riversa nell’aria. L’aria senza il sole resta un modo di dire.

Il fascino di un paese in abbandono, senza regole senza vita. Lo sguardo del voyeaur nell’obitorio. Ed io resto qui per favore.

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