Cataclisma

immagine di Roberto De Nisi

La luna si è fermata nel cielo estendendosi sull’azzurro spento oltre le colline. I quattro sguardi del mio cuore, – uno reale, uno allegorico, uno sensuale e uno amoroso, – si sono rivolti all’unisono su di me e hanno ascoltato i suoni distorti della distruzione.

Per quanto si possa essere filosofi della propria vita e si affronti ogni attimo con un pessimismo irritante per gli altri e consolatorio per se stessi, non si crederà mai davvero nell’opportunità di un cataclisma sociale a cui non si possa porre rimedio. Al contrario, oggi, mi sembra ormai evidente che tutto sia finito. I sintomi che avevo interpretato negativamente nel corso degli anni hanno determinato un cambiamento imprevisto. La svolta epocale purtroppo si presenta nell’aria tiepida di un insolito gennaio.

Ben poco rimane tuttavia di abituale. I mezzi che noi umani – perché ancora ritengo di considerarmi tale – utilizziamo per prendere coscienza del mondo che ci permea come una fiamma inestinguibile fino alla morte, ci tengono sempre in linea con il male planetario, che senza pause e semplicemente stando fermi ad aspettare, procuriamo. Ci sentiamo colpevoli durante l’inverno mite o alle prese con la siccità. Affrontiamo con ribrezzo i pasti in cui le carni e le verdure si fondono nella sensazione indotta di malattia imminente. Viviamo secondo schemi inaccettabili per degli esseri che di fronte ai propri simili si dichiarano votati all’uguaglianza e al rispetto del prossimo. Diviene insopportabile e stridente, eppure handly nella norma, la povertà disperata della maggior parte degli uomini, il decesso giornaliero di ventiseimila bambini per fame, lo sfruttamento di ogni rivolo d’energia conservata in natura, in un corpo, in un arbusto o in un minerale, al fine del profitto del singolo individuo. La logica tirannica del sopruso e della crudeltà s’insinua in ogni pausa del nostro volo verso il felice consumo di quel poco che rimane. E alcuni ora si chiedono, senza il timore di essere derisi, cosa succede quando crolla un impero? Che cos’avviene quando si sbriciola l’arroganza del dominio breve di un impero che ha steso una coltre di terrore sul mondo, dando dimostrazione della propria ferocia in due giornate di fulmine nell’agosto del 1945?

Mad Max è stato un supereroe? Mi chiedo davanti a una luna ghiacciata in espansione tra i vapori di una primavera falsa e malaticcia.

Non ho risposta: so solo che sono stato tirato su a cartoni animati e film americani. Fino a poco tempo fa pensavo di essere in grado, dopo un buon tirocinio, di allentare i miei legami molecolari… giusto il tempo di attraversare una parete di cemento armato per poi ricompormi all’interno dell’edificio dei segreti impenetrabili.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...