Mari rewind

 

Maria José è tonda, nera e rossa: diamante d’argento. Tutti la conoscono nel nostro quartiere. Sanno quando viene e sanno quando va. Dall’autunno alla primavera vive con la madre qui nel Bronx. D’estate, finiti gli esami, fugge dove nessuno può raggiungerla. Soggiorna per brevi periodi in campagna, a Sud nella casa di uno zio: Arti per esempio. Viaggia molto, Los Angeles Houston, incontrando i suoi fratelli, Jim e Rocco, sconfina spesso oltre le stelle con le trecce danzanti nell’aria elettrica. Loro però da quando si sono messi a lavorare vivono poco e non hanno più tempo per dare retta ai giochi della sorella più piccola.

Arti, sempre più attento a Maria José, riempie i buchi degli altri. Tiene la nipote con sé. Da qualche tempo le vieta di allontanarsi da casa. Si è fatta bella e attira gli sguardi degli uomini del villaggio. Non è colpa sua: lei nemmeno se ne accorge. Quando tenta di fuggire, per essere libera dalla gelosia soffocante di Arti, è subito rincorsa e catturata.

Solo l’odore del caprifoglio la rende felice. Nascosta tra i cespugli del giardino fiorito, osserva gli insetti indaffararsi e pensa a quando sarebbe tornata nella sua città cunicolare e formicolante. Joseph, il padre di Maria, era scomparso prima che la bimba nascesse. Jim e Rocco si ricordano poco. Quando sparì ci furono botte, grida e la madre si perdeva in un assordante pianto. I piccoli si erano nascosti sotto il tavolo, dove piangevano e tremavano. Era una storia antica che nessuno voleva ricordare. Maria s’immagina Joseph, il suo corpo, come una grande falena, le ali bucate, trascinata via dalle formiche del Bronx in corteo e smembrata nei sotterranei tra gli odori delle cucine, delle lavanderie e delle officine meccaniche.

Zio Arti vorrebbe che lei fosse felice.

Maria José non è felice, non vorrebbe più avere quel vecchio davanti, il volto di pece pesante. Mentre fuori brilla il caprifoglio, la casa è addobbata con fiori morti. Fiori morti da giorni si diffondono arrampicando sulle pareti e aggrappandosi alle tende. Strisciano sui pavimenti e si avvicinano ai piedi. Mari li alza spaventata che nessuno si accorga del pericolo che corre e venga a salvarla.

Nessuno sa che lei è lì, e se lo sa pensa che sia felice.

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