Gelosia

La mia fidanzata… A pensarci adesso mi sa che non c’era niente di male. Era abbastanza nell’ordine delle cose. Non ero in quadro io a vedere tutto così torvo. Ero angosciato da quel che faceva quando non c’ero. Stavo male. L’ansia di essere tradito proprio in quell’istante, proprio nel momento in cui pensavo a lei con tutto il mio amore, mi rendeva cieco e stupido. Le stavo incollato più che potevo, che era quasi nulla vivendo a centinaia di chilometri l’uno dall’altra. Era come bere il più in fretta possibile una bottiglia d’acqua, sapendo di restarne senza per ore e ore nel cuore dell’estate, prima d’imbattersi nella prima fonte tra le colline aride. Eppure si beve, si beve cupidamente con il rischio di sbrodolarsi. Così si sperpera ciò che si vorrebbe davvero possedere, lo si ingoia nascondendolo al mondo e a se stessi. Questo volevo dire. E non è mai troppo tardi: non sono ancora passati vent’anni.

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