Entro i limiti dell’estinzione

 

“Tu non mi conosci.” Dissi a Mari.

Era vita nuova, fermata per strada e accompagnata in un bar.

Non mi conosceva, eccetto l’invito che le rivolsi e il suo sorriso davanti a un tavolo piccolo in una stanza evacuata; ad una certa distanza un’ottomana.

Sedendomi cozzai nel suo ginocchio e pensai fosse la ghisa del tavolo.

Osservava.

Pensava.

Il mio volto si allargava sulla sua figura considerandola entro i limiti dell’estinzione.

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